Character Education Partnership (CEP) International Summit – Parte I

Stavolta mi sono lanciato.

Tempo fa, rovistando su internet, ho scoperto che il 24 ottobre ci sarebbe stato, proprio qui a Washington DC, un summit internazionale sull’educazione caratteriale, organizzato dall’associazione americana CEP (Character Education Partnership).

Vado, non vado, vado, non vado… Alla fine quando mi ricapita un’occasione così? Basta, mi sono preso mezza giornata dal lavoro e sono andato, e ne è valsa la pena.

Il summit faceva parte di un convegno di tre giorni sull’educazione caratteriale ed era la sessione dedicata ai progetti in corso fuori dagli US.
C’erano rappresentanti di vari paesi che hanno presentato la propria esperienza. In particolare:

  • Canada: il vice preside di una scuola ha illustrato come una piccola comunità locale ha lanciato un progetto di successo. Grazie agli ottimi risultati, il progetto è giunto all’attenzione del Ministero dell’Educazione e si avvia ad essere introdotto su scala nazionale (www.abbycharacter.com).
  • Singapore: un rappresentante del Ministero dell’Educazione ha presentato il programma nazionale di educazione caratteriale attivo ormai da anni in questo stato piccolo ed estremamente avanzato, in cui l’educazione rappresenta la principale voce di spesa del budget nazionale! (http://mydesk.opal.moe.edu.sg).
  • Filippine: il presidente di una ONG legata alle scuole private cattoliche ha descritto l’avvio – grazie ad una partnership con CEP – di una serie di seminari sull’educazione caratteriale. Questi seminari periodici sono tutt’ora in corso e stanno raccogliendo una partecipazione di migliaia di insegnanti e studenti (fino a 8000). A detta del presentatore, in questo paese il fenomeno della corruzione governativa è particolarmente diffuso e ciò ha reso per ora impossibile un coinvolgimento delle istituzioni e delle scuole pubbliche nel programma, che rimane del tutto privato (http://www.cepphilippines.com).
  • Messico: un’insegnante ha parlato del percorso che l’ha portata a scrivere un libro intitolato “Come educare ai valori etici” e a convincere, dopo molte difficoltà, il Ministero dell’Istruzione ad acquistarlo per distribuzione a tutti gli insegnanti di scuola primaria del Paese (Maricarmen Esper – Como educar en valores éticos? – Trillas Publisher).

CEP International Summit

Tra una presentazione internazionale e l’altra, hanno preso la parola alcune organizzazioni statunitensi che operano nel settore e che mettono a disposizione la propria assistenza (a volte anche gratis) per avviare programmi di educazione caratteriale in tutto il mondo.

  • Character and Creativity Initiative (CCI): organizzazione che promuove la trasformazione della cultura scolastica attraverso una maggiore valorizzazione del carattere e della creatività, rispetto al totale predominio della parte accademica e di testing. L’organizzazione ha vari progetti in giro per il mondo (Kenya, Nigeria, Brasile, ecc.)  (http://www.leadin.org).
  • One World: organizzazione che fornisce assistenza per la creazione di circoli scolastici (“clubs”) orientati all’insegnamento dei valori (in orario scolastico o extra-scolastico). L’associazione dispone di curriculum e materiale didattico associati alle classi della scuola primaria (http://www.oneworlduv.com).
  • Institute for global ethics: istituto, basato in US ma con affiliati in tutto il mondo, che fornisce assistenza e tools per implementare programmi di educazione etica (http://www.globalethics.org).
  • One laptop per child (OLPC): organizzazione fondata da personale del Massachussets Institute of Technology che punta a migliorare il livello di istruzione primaria (accademica e caratteriale) nei paesi in via di sviluppo attraverso la donazione o vendita senza profitto di computer dotati di programmi per l’apprendimento. L’organizzazione ha opera in molti paesi, tra cui Brasile, Nicaragua, Rwanda, Colombia, Armenia, Nuova Zelanda, Bali e Taiwan (http://one.laptop.org).

Questo era il freddo riassunto. Gli highlights, i takeaways, le considerazioni, insomma le cose che ho imparato, saranno nel prossimo post.

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