Pubblicità di valore

L’idea di Educare x Cambiare si basa su due interventi complementari per la promozione dei valori civili, da attuare preferibilmente a livello governativo: un programma scolastico rivolto ai bambini e una campagna mediatica rivolta soprattutto agli adulti. 

Abbiamo parlato del primo intervento in molti post precedenti e penso di aver portato numerosi esempi di programmi scolastici attuati con successo in paesi esteri “virtuosi”. In questo post, e magari nei prossimi, vorrei cercare di fare lo stesso con il secondo – la campagna mediatica -, dimostrando attraverso casi reali che è realizzabile e che può funzionare.

Il migliore esempio che ho trovato è proprio in casa nostra: si chiama Pubblicità Progresso e probabilmente non c’è italiano che non abbia visto almeno una volta un loro spot in televisione. Pubblicità Progresso  è una fondazione attiva dal 1971 che si occupa principalmente di comunicazione sociale.

Esplorando la raccolta sul loro sito (www.pubblicitaprogresso.org) non ho trovato nulla di recente su questo argomento; però, scorrendo indietro alle campagne degli anni novanta ho scoperto dei veri e propri gioielli.

Eccoli:

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Il piacere di fare un buon gesto (1997), passata alla storia per il suo claim: “Far bene ti fa bene”. La campagna includeva uno spot TV (girato da Teo Teocoli in un’insolita veste seria), uno spot radio e degli opuscoli. Clicca per visualizzare.

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Educare alla civiltà (1996). Ogni gesto di civiltà contagia all’istante chi lo riceve, trasmettendogli il desiderio di essere a sua volta più rispettoso, più educato, più civile: è il “Contagio Vitale”. La campagna includeva uno spot TV, degli spot radio e dei manifesti. Clicca per visualizzare.


Non so quanto queste campagne siano state efficaci, né quanto siano costate e mi riprometto di contattare lo staff di Pubblicità Progresso per raccogliere informazioni a riguardo.

Di sicuro – senza soffermarmi sugli aspetti più tecnici, per i quali ci sono gli specialisti della comunicazione – mi interessa evidenziare una mia convinzione: la campagna, per essere davvero efficace, dovrebbe essere vasta, prolungata nel tempo e soprattutto dichiaratamente collegata all’altro intervento, il programma scolastico, in modo da veicolare il messaggio che il Paese intero è impegnato in un’opera di rinnovamento a 360 gradi. Una parte del messaggio dovrebbe essere proprio: “Questi valori sono ciò che stiamo insegnando a scuola ai vostri figli. Aiutateci dando loro il buon esempio!

In conclusione, la buona notizia è che queste campagne sono state fatte in Italia e ciò testimonia che nel nostro Paese c’è chi crede alla possibilità di promuovere i valori civili attraverso l’educazione e la pubblicità. E c’è anche chi sa farlo.
Cosa aspettiamo?

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