La mia idea sul Corriere?

Non sono una di quelle persone che leggono più di un giornale per informarsi in modo imparziale. Di per sé mi sembra una buona idea (anche considerando quanto manipolati possono essere i mass media), ma da qui in America non trovo davvero il tempo per farlo. Quindi mi accontento di leggere il Corriere della Sera, augurandomi che il nome sia ancora garanzia di un po’ di obbiettività.

corriere

Leggendo il Corriere mi accorgo che quasi non passa giorno senza un articolo che descrive i mali dell’Italia e la delusione per la poca efficacia del Governo di turno e della politica in generale. E mi risulta che simili denunce arrivino puntualmente anche su altri giornali o trasmissioni televisive, di tutti i colori politici. Tanto per fare un esempio, sul Corriere la scorsa settimana ho trovato questi, che parlano di corruzione:

  • Corruzione, l’Italia adesso migliora Nella classifica mondiale è al 69° posto (del 3 dicembre): secondo il rapporto annuale di Transparency International, malgrado l’Italia abbia fatto qualche passo avanti, occupa ancora uno degli ultimi posti in Europa (i migliori sono Danimarca, Finlandia e Svezia) e il principale problema è  “l’uso disinvolto e spesso incompetente delle risorse pubbliche che creano debito, tasse e rabbia”.
  • Denunciati 5 mila dipendenti pubblici. Ecco chi sono i nuovi falsi poveri (del 1 dicembre): secondo un recente rapporto della Guardia di Finanza, la corruzione dei dipendenti pubblici e le truffe dei cittadini continuano a drenare le casse dello Stato provocando una vera e propria voragine nei conti. In particolare abbondano i falsi poveri (“decine di migliaia di persone” che riescono ad ottenere benefici assistenziali senza averne i requisiti), i consulenti inutili e gli appalti truccati.

Gli articoli come questi principalmente mi confermano che le cose non vanno e bisognerebbe trovare una soluzione.

Invece oggi ne ho trovato uno di quelli che mi danno motivazione. Perché a volte mi viene il dubbio che le cose che scrivo in questo blog siano ingenuità da idealisti e che nessun addetto ai lavori le prenderebbe davvero in considerazione. Poi leggo articoli così – e per fortuna ogni tanto ne trovo – e mi convinco sempre di più che invece possono funzionare e vale la pena di lavorarci sopra.
Insomma, il fondo di oggi di Alesina e Giavazzi (Gli impegni vaghi sono colpe reali) contiene una lunga serie di suggerimenti per il Governo, tra cui il seguente:

“E, a proposito di scuola, vogliamo riconoscere che, se non si inizia a insegnare ai bambini che copiare è immorale, che farsi fare i compiti da genitori troppo protettivi è altrettanto sbagliato, che seguire le regole deve essere una cosa naturale e automatica, non un optional, non faremo che produrre evasori fiscali?”.

Sostanzialmente, qui si auspica che venga attuato il primo dei due interventi di cui parlo da tempo e che vorrei promuovere con un piano concreto, cioè un grande programma scolastico mirato a instillare nei nostri bambini la cultura del rispetto delle regole e della meritocrazia.

Vederlo scritto in prima pagina sul Corriere è decisamente motivante!

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