L’insegnamento degli Yankees: le radici antiche dell’educazione ai valori negli Stati Uniti.

Ho da poco finito di leggere un libro che ha cambiato alcune delle mie (superficiali) convinzioni sugli americani.

American Nations, scritto nel 2011 dallo storico e giornalista americano Colin Woodward, analizza da un punto di vista storico e sociologico il periodo che va dalla colonizzazione dell’America del Nord alla nascita degli Stati Uniti e alla loro affermazione come potenza globale. Lo scopo ultimo è spiegare perché, a dispetto del mito del “melting pot”, la società US è attraversata da aspri conflitti su tematiche di fondo come il significato della parola “libertà”, i compiti dello Stato, il ruolo della religione nella società, l’interventismo in politica estera, il controllo delle armi. In questo percorso Woodward mostra al lettore come successive ondate migratorie – provenienti da diverse zone dell’Europa, ma anche dall’Africa e dall’Asia – hanno creato una precisa distribuzione sul territorio di popolazioni di diversa nazionalità, etnia, religione, cultura, ciascuna segnata da esperienze storiche diverse e con diversi stili di vita e orientamenti sociali che sopravvivono fino ad oggi. Nel corso di questo affascinante viaggio ho fatto molte interessanti scoperte sulla società americana in generale e sul perché l’educazione ai valori è molto sentita da queste parti. La riflessione finale è che per gli stessi motivi, ora come non mai, anche in Italia ce n’è enorme bisogno.

Ecco alcune interessanti scoperte venute dalla lettura:

  • La società americana è culturalmente frammentata, almeno quanto quella italiana (le nostre regioni vengono da secoli di separazione, loro hanno delle “nazioni” interne prodotte dall’immigrazione).
  • La ricerca dell’ordine e la valorizzazione della comunità attraverso l’educazione, che sembrano così diffusi nella società americana, in realtà provengono solo da una parte di essa (gli Yankees del New England). Nel resto degli US sono state importate e in alcune zone addirittura imposte, al punto che ancora oggi trovano resistenze.
  • Lo zelo di educare per migliorare la società ha bisogno di meccanismi di controllo perché l’educazione sia limitata ai valori più universali e realmente indispensabili, e non punti ad omogeneizzare altre caratteristiche individuali (come l’orientamento religioso) ove è invece opportuna la massima accettazione delle differenze.

Come è nata l’educazione ai valori negli US

Gli Yankees del New England, Puritani-Calvinisti provenienti dall’Inghilterra, erano animati da valori per lo più collegati alla loro religione, tra cui l’etica del lavoro, il rifiuto dell’aristocrazia, l’eguaglianza degli uomini, l’importanza della comunità. Uno dei cardini organizzativi negli stati del Nord-Est da loro controllati era l’assimilazione degli immigrati non-Yankees a quegli stessi valori attraverso l’educazione, effettuata con un sistema efficientissimo di scuole, in gran parte gestite da religiosi. Dopo la Guerra Civile (1861-65) e fino ai primi del ‘900 gli Yankees unionisti hanno avuto un ruolo preminente nel governo federale e in questo periodo hanno impiantato il loro sistema in gran parte della federazione; l’obbiettivo era assimilare ad una cultura comune “americana” le migliaia di immigranti che a ondate giungevano negli Stati Uniti da ogni parte d’Europa ed evitare che con essi arrivassero semi degli odiati sistemi sociali europei basati sulla monarchia, sull’aristocrazia e sulla rigida divisione in classi della società.

Horace Mann (1756-1859), considerato uno dei padri del sistema di educazione pubblica degli USA si batté aspramente – prima come segretario del Comitato Statale del Massachussets per l’Educazione e poi come rappresentante al Congresso federale – per “inculcare nelle menti del popolo americano la concezione che l’educazione dovrebbe essere universale, non settaria e gratuita e che i suoi scopi dovrebbero essere l’efficienza sociale, le virtù civiche e il carattere, piuttosto che il semplice apprendimento” (Ellwood P. Cubberley, Public Education in the United States – 1919). Sempre Horace Mann nel 1845 diceva che le scuole devono addestrare i bambini a “cura di sé e autocontrollo”, nonché alla “volontaria aderenza alle leggi della ragione e del dovere”, affinché non mantengano “il servilismo in cui sono stati allevati (in Europa)”.

Horace Mann

Horace Mann

La costituzione di classi sociali fisse è fatale per una democrazia” diceva nel 1915 l’influente filosofo dell’educazione del New England John Dewey. “Una democrazia che proclami come suo ideale l’eguaglianza delle opportunità, ha bisogno di un’educazione in cui l’apprendimento e l’applicazione sociale, le idee, la pratica, il lavoro e il riconoscimento del significato di ciò che viene fatto (oggi si direbbe meritocrazia) siano uniti fin dall’inizio e per tutti.”.

Con questi obbiettivi fu istituito, a partire dagli stati più esposti all’influenza degli Yankees (Nordest e area dei Grandi Laghi) un sistema di scuole pubbliche gratuite, le cosiddette “common schools”, la cui eredità sopravvive fino ad oggi. Dal 1919 a questo sistema fu affiancata una rete di scuole serali gratuite per immigranti adulti i cui programmi offrivano inglese, matematica, storia degli US, “igiene e buon comportamento”.

Leggendo il pensiero di Mann e Dewey penso a quanto un simile sistema farebbe bene all’Italia, ancor più in questo momento storico in cui anche il nostro Paese affronta una forte immigrazione e si sta trasformando in una società multiculturale.

Infine, mi sembra opportuno menzionare che una frequente critica mossa all’opera degli Yankees è quella di essere stati animati, oltre che da sincero amore per una società più ordinata con uguali opportunità per tutti, anche da una certa intolleranza verso religioni, usi e costumi diversi dai loro; questo si è spesso tradotto nel tentativo di assimilare totalmente gli “estranei”, annullandone la cultura, e ha attirato loro l’intenso odio di alcune altre “nazioni” americane. E questo conferma l’esigenza, già discussa in altri post, di usare grande cautela nella scelta dei valori da insegnare a scuola, che dovrebbero essere solo quelli più universali, necessari per una convivenza basata sul rispetto delle regole ma anche sulla tolleranza verso le differenze.

 

 

 

 

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